Termini Imerese

Termini Imerese
L'antico centro termale della Sicilia

Termini Imerese è un comune di 27.758 abitanti e sorge in una zona collinare litoranea, posta a 77 metri sopra il livello del mare, nella fascia costiera tirrenica della Sicilia. E' compresa tra la valle dell'Imera ad Est e il fiume san Leonardo ad Ovest. Fa parte dell'Area metropolitana di Palermo, pur essendo il comune più importante della provincia dopo il capoluogo. E', infatti, importante nodo ferroviario e sede di tribunale.

Si trova pittorescamente situata sul declivio di un colle, di fronte al suo golfo azzurro ed alla caratteristica sagoma del Monte San Calogero (1.325 m) una volta chiamato Eurako, e vanta una splendida posizione geografica e panoramica che spazia su tutta la costa palermitana. Questa è la stupenda immagine che Termini Imerese offre al visitatore. Inoltre la cittadina presenta un aspetto urbanistico di tipo a terrazze, diviso in due parti (Termini alta e Termini bassa), che dal monte San Calogero digrada sino al mare.

Il sito naturalmente fortificato dove sorge il nucleo più antico della città, fu abitato sin dalla preistoria grazie alla vicina presenza di grotte dove i cavernicoli avevano impiantato una stazione di manufatti litici, per la sua imprendibile rocca e per le acque calde che sgorgavano ai piedi della sottostante collina, che successivamente avrebbero dato il nome al nuovo insediamento.

Dopo la distruzione di Himera ad opera dei Cartaginesi, avvenuta nel 409 a.c., l'insediamento fu ricostruito due anni dopo (407 a.c.). Si suppone che furono gli stessi Cartaginesi ad edificare la nuova città, "Thermai", sulla sommità di un promontorio in vista del magnifico golfo, 12 km ad ovest rispetto al precedente nel luogo dove oggi sorge Termini Imerese. Tale ipotesi è in parte confermata da Diodoro Siculo, il quale scrisse che la città sarebbe stata fondata dai Cartaginesi, con l'apporto dei coloni libici, ma Cicerone afferma che si trattava in realtà di superstiti d'Himera. E' probabile del resto che le due informazioni non siano contraddittorie, e che nella colonia punica siano confluiti gli esuli di Himera.

Nel 206 a.c. nel corso della prima guerra punica, i Romani subirono presso la città una durissima sconfitta ad opera di Amilcare, ma successivamente riuscirono a conquistarla, nel 253, e compresero immediatamente il valore strategico del luogo, tanto che si preoccuparono di fortificarlo, aumentando così notevolmente l'importanza della città che, nel I sec, fu elevata al rango di colonia romana dall'imperatore Augusto. Intorno alla rocca fortificata, si espanse una città grande e prospera, difesa da torri e mura maestose ed abbellita da ville ed eleganti edifici pubblici, dotata di Foro, Curia, Basilica, Anfiteatro, di un grandissimo stabilimento termale dalle salubri acque e di un imponente acquedotto (Acquedotto Cornelio) che conduceva in città le acque di una sorgente distante 7 Km.

La continuità di vita attraverso il Medioevo ha probabilmente permesso la conservazione delle linee fondamentali dell'impianto primitivo; il Foro, infatti, corrispondeva probabilmente alla zona dell'attuale piazzale del Duomo. Ma la sua grandezza, offuscata nei secoli successivi al periodo romano, fu ripristinata con l'avvento della dominazione araba, grazie all'industriosità e alla cultura di questo popolo che ben comprese quello che la zona era in grado di offrire, riportando in vita l'antica grandezza che aveva caratterizzato la grande epoca di Termini Imerese, cioè del periodo romano.

Con la conquista Normanna, "Thermae" divenne città demaniale, vantaggiosa posizione che mantenne quasi sempre anche nei secoli successivi. Inoltre i Normanni introdussero in Sicilia il Feudalesimo. Sin dal principio del Feudalesimo la cittadina non fu mai soggetta a nessun Barone essendo rimasta, fino all'abrogazione del Feudalesimo stesso, Città Demaniale, cioè soggetta soltanto alla Corona. Oltre a ciò rimase sempre un importante centro commerciale, grazie alla presenza di un'area portuale ben attrezzata, che nel XVI secolo divenne la più importante struttura di tal genere nella zona.

Per ciò che concerne i periodi successivi, in generale, le vicende storiche di Termini Imerese rispecchiano quelle dell'isola che, terminato il periodo Normanno, subì la dominazione degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli e dei Borboni. Questo lungo cammino di una città che si è sempre rispecchiata nel suo glorioso e leggendario passato e che guarda con fiducia al futuro. Le industrie hanno trovato insediamento in una vasta zona, ma Termini Imerese non ha perso le sue caratteristiche di città ricca di storia e di pregevoli monumenti: le Terme e il Museo sono la testimonianza più eloquente e che possono misurare la grandezza di quella che giustamente fu definita "Civitas splendidissima".

Il Museo Civico "B. Romano" fu istituito nel 1873, occupa i locali dell'ex Ospedale della SS. Trinità (Fatebenefratelli), un palazzetto tardo medievale, con portale archiacuto e tre bifore al primo piano, la chiesa di San Michele Arcangelo (XIV sec.), interamente affrescata con episodi della vita di Gesù, e la chiesa di Maria SS. della Misericordia (XV sec.). Il Museo ospita, fra l'altro, reperti preistorici del Paleolitico superiore, provenienti dai ripari e dalle grotte del territorio e le collezioni private di strumenti litici del Patiri e del Ciofalo. Inoltre, importanti sono i reperti provenienti dalla colonia greca di Himera tra cui spiccano le grondaie del tempio della Vittoria a maschera leonia ed un cratere attico a figure rosse.

E' importante anche la collezione numismatica che raccoglie le monete di varie città della Magna Grecia, tra cui anche quelle di Himera. Ampio spazio è dedicato, poi, al periodo romano del quale si possono ammirare ritratti e statue, frammenti architettonici ed epigrafi, elementi dell'acquedotto Cornelio e numerosi oggetti della vita quotidiana. La pinacoteca ospita opere di artisti siciliani del XVI e XVII sec. ed altre importanti opere come "l'Annunciazione" fiamminga o il trittico bizantino dell'Odigitria. Infine, una raccolta delle opere e delle produzioni che riguardano gli artisti e gli storici locali del XIX, pitture, iconografie, raccolte, incisioni ed altri documenti che completano la già ampia e ricca esposizione del museo. Recentemente, la struttura museale è stata ampliata all'adiacente chiesa di Santa Maria della Misericordia, interamente adornata con stucchi di scuola serpottiana.

L'esistenza delle sorgenti termali, invece, è così strettamente connessa con la città di THERMAE, da identificarsi nel nome, nella simbologia religiosa, civile e anche nella rappresentazione numismatica del nuovo centro abitato. Il periodo di maggiore sviluppo e sfruttamento delle acque calde si verificò all'epoca dei romani. Quali fossero nella città di "Thermae Himerenses" gli edifici termali in epoca romana possiamo oggi immaginarlo attraverso le poche strutture esistenti nella parte bassa della città e attraverso numerose fonti documentarie. Oltre a ciò sotto il fabbricato del nuovo complesso termale, costruito dal 1890 in poi, furono sepolte anche le fabbriche del cosiddetto "bagno delle donne", con varie vasche, (che può essere identificato con le terme esistenti nel periodo della dominazione araba in Sicilia e nel periodo Normanno) che utilizzava l'acqua della sorgente termale nota come "sorgente di Nord-Est".

Inoltre i musulmani tengono in Termini Imerese un grande borgo con la costruzione di moschee. Tali edifici non furono purtroppo sottratti alla distruzione della massima parte della città durante l'assedio delle truppe angioine nell'anno 1338. La loro ricostruzione comunque non dovette tardare, in quanto un documento del 1350 cita "il bagno degli uomini". All'inizio del XIX secolo, i bagni termali presentavano uno stato di abbandono e di degrado. Nel 1817, Francesco I di Borbone assieme alla consorte, visitò i bagni e accolse gli appelli del consiglio civico per la loro restaurazione.

Nel 1894 fu aperto il nuovo e imponente albergo termale, che in una prima fase di esercizio comprendeva 45 camere per ospiti, il ristorate, la cucina, la sala da caffè e da ballo, sale di lettura e riunione, la terrazza scoperta e, in seguito, l'ascensore per l'accesso ai piani elevati. Dopo un periodo di avviamento, il nuovo signorile complesso termale ebbe un meritato successo: fu meta ambita dall'alta borghesia e della nobiltà palermitana, di varie città siciliane e anche di pazienti provenienti da altre regioni d'Italia e dall'estero.

Dall'anno 1906, in occasione delle corse automobilistiche sul circuito delle Madonie, fu sede operativa degli organizzatori e degli equipaggi partecipanti alla celebre Targa Florio. Ma anche questa proficua e felice stagione delle terme e dell'economia termitana ad esse connessa si avviò alla conclusione, infatti, al termine del secondo conflitto mondiale il Grand Hotel delle Terme aveva assunto il carattere di un modesto albergo di provincia, non adeguato alle nuove esigenze del pubblico, per cui la frequenza dei clienti si era sensibilmente ridotta.

Intorno agli anni 70 iniziarono i lavori di adeguamento e di ripristino del complesso alberghiero che furono ultimati nel 1989. Il Grande Albergo delle Terme è oggi dotato di 77 camere e 17 suites per ospiti, tutte con servizi privati; comprende inoltre tre ristoranti, sale per congressi e feste, hall d'ingresso, discoteca, reparto per trattamenti estetici, piscina scoperta e giardino. Nella parte termale dello stabilimento sono comprese moderne e funzionali attrezzature per bagni termali, per fangoterapia, per cure inalatorie, per massoterapia, stufe naturali, piscina con acqua termale e palestra. Il complesso idrotermale ha quindi raggiunto un livello elevato, adeguato alle aspettative di una clientela sempre più esigente.

Tanti altri visitatori arrivano in città per assistere al famoso Carnevale di Termini Imerese, evento celebrato come il più antico di Sicilia.

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