Ruggero Secondo e il tempio di Cefalù

Ruggero Secondo e il tempio di Cefalù
Il Duomo di Cefalù tra Fede e Leggenda

Secondo un'antica leggenda, nell'Agosto del 1129, il Re di Sicilia, Ruggero II, tornava da Salerno verso la Sicilia con la sua nave.

Il cielo era sereno così come il mare e la navigazione procedeva tranquillamente sulle acque turchine e calme del mar Tirreno. Ad un tratto perà è spuntata dal cielo una nebbiolina piccola e insignificante che piano piano diventava grande e sinistra, scatenando un vento di bufera sul mare nero come la pece. Le grandi e possenti onde sballottavano la nave su e giù come se da un momento all'altro dovessero ingoiare il legno regale e i suoi passeggeri.
L’equipaggio, il re e il suo seguito furono pervasi da sentimenti di terrore, sgomento e pura follia. Re Ruggero andava da un punto all’altro della nave con una corda al collo cosparsa di cenere pregando: "Signore salvaci che la bufera ci inghiotte".

Schiaffeggiata, battuta e tormentata dall'impetuosità dei flutti che si impennavano e ruggivano, la nave lottava e resisteva ancora grazie all’aiuto divino. Nell'aria buia della notte, splendette, ad un tratto, un segno luminoso di vita. Era il Salvatore del mondo che con la dolcezza di un padre diceva a Ruggero: "Non temere, io sono con te". Ruggero allora pregò: “Signore, se ancora tu vorrai che il tuo servo Ruggero viva, e vivendo ti serva, io ti prometto che innalzerò un tempio alla tua gloria là dove la nave troverà salvezza”. Le ultime parole del re lo fecero sprofondare in un sonno profondo.

La notte trascorse per tutti serenamente e al mattino l'alba spiccò in un cielo pacificato e tranquillo. Svegliatosi Ruggero trovò tutti esultanti e accesi di fede. La nave aveva, infatti, gettato le ancore di fronte all’enorme rupe su cui sorgono ancora i resti dell’antica Cefalù. Qui il discendente degli Altavilla sciolse il voto. Nel giorno in cui egli pose piede a terra, ricorreva la Trasfigurazione del Signore.

Un anno dopo, sorgeva quel tempio divino che serve a testimoniare ai puri di cuore che potenza abbia la fede e quali altezze di ispirazione possa suggerire alla fantasia dei poeti e degli artisti.

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