La Storia della Sicilia - Parte I

La Storia della Sicilia - Parte I
Dal Neolitico all'Età del Bronzo

Gli autori antichi danno luce solo ad un periodo relativamente breve del lontano passato dell'isola. Dalla fine del XIX secolo, gli scavi hanno arricchito in modo considerevole la conoscenza della preistoria siciliana.

Dal 1888 al 1935, Paolo Orsi ha esplorato importantissimi giacimenti di cui ha classificato accuratamente il materiale. Il quadro definito da Orsi si è progressivamente completato e corretto. Dal 1950 in poi, gli scavi condotti a Lipari dal soprintendente Bernabò Brea hanno fornito quelle basi strategiche solide che consentono di stabilire una cronologia relativa o assoluta spesso molto precisa e di situare la civiltà siciliana, nei vari periodi della preistoria, nel complesso degli scambi culturali del mondo occidentale.

Sono stati scoperti nel 1968, nella zona di Agrigento, degli arnesi rudimentali in pietra scheggiata che sembrano provenire da un periodo molto antico del paleolitico inferiore. Si tratta di ciottoli scheggiati su una faccia di forma di mezzelune primitive o di bifronti semplici. Questi oggetti, che si classificano generalmente tra i prodotti più antichi dell'industria umana, si trovano in abbondanza nell'Africa del Nord. La loro presenza in Sicilia potrebbe riaccendere la controversia sui rapporti antichi dell'isola col continente africano.

Prima del 1968, le tracce più antiche dell'attività umana che sono state scoperte in Sicilia appartenevano al paleolitico superiore. Nel 1950, la grotta della Cala dei Genovesi, nelle Egadi, ha rivelato interessanti disegni di animali incisi e curiose figure antropomorfe stilizzate, dipinte in nero. Quella dell'Addaura, vicino a Palermo, contiene misteriose figure incise che rappresentano forse una danza rituale.

Verso la fine del primo millennio è apparsa in Sicilia e nelle Isole Eolie la civiltà neolitica con le sue caratteristiche fondamentali: gli attrezzi di pietra levigata, la ceramica, l'habitat sedentario e soprattutto l'agricoltura e l'allevamento. Sembra che la civiltà neolitica sia arrivata in Sicilia con un apporto etnico partito via mare dal Vicino Oriente. Le più antiche testimonianze sono state scoperte in alcuni villaggi fortificati della provincia di Siracusa, a Megara Hyblaea, a Stentinello e a Matrensa.

La ceramica di Stentinello, decorata col punzone o con l'unghio, appartiene ad un tipo che conobbe una diffusione significativa in tutto il bacino del Mediterraneo. L'industria e l'esportazione delle armi e degli attrezzi di ossidiana e di basalto fecero all'epoca la fortuna delle Isole Eolie. Verso l'inizio del quarto millennio la ceramica incisa viene sostituita, a Lipari, dalla ceramica dipinta la cui evoluzione ulteriore sembra parallela a quella del neolitico greco. E' ancora con un apporto culturale e forse etnico di origine egeo-anatolico che appare in Sicilia la civiltà del rame.

Se gli oggetti metallici sono rarissimi, si possiede una gran varietà di armi e di attrezzi di pietra di quest'epoca: mazze ovoidali o globulari di un tipo noto a Troia, numerose asce levigate di basalto e pietra verde, lame accuratissime, macine, pestelli e punte di freccia nonchè grossi attrezzi di selce. Favorite dalla vicinanza dello Stretto di Messina e dall'esperienza dei suoi mariani, le Isole Eolie conobbero allora una brillante rinascita nel periodo successivo: l'età del bronzo.

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