Alicudi

Alicudi
L'isola solitaria dell'Arcipelago Eoliano

L'isola, nell'antichità, era un vulcano, ammantata per buona parte da boscaglie di eriche che le valsero il nome di Ericusa. Oggi Alicudi emerge dal mare per 675 metri e sprofonda in esso per oltre 1000 metri.

E' un'isola dalla classica forma piramidale, solitaria, quasi completamente disabitata dove il silenzio regna incontrastato. Il pendio occidentale è ripido e disabitato, quello orientale è costituito da ripiani e disseminato di case tra le quali si leva la chiesa di San Bartolomeo in una posizione decisamente pittoresca. Caratteristici il Serro della Falconara, cinto da alti precipizi e il Timpone delle Femmine chiamato così perchè vi si rifugiarono le donne durante le scorrerie saracene. Spesso gli stessi pirati si nascosero in questo paradiso stanchi del continuo vagare per mari.

Probabilmente fu abitata fin dal XVII sec. a.C., ciò si è dedotto studiando i resti trovati nella contrada Fucile e nel 1924, sempre nella stessa, furono rinvenute delle tombe formate da lastre di lava, come la maggior parte degli antichi sepolcri eoliani; le tombe contenevano lucerne e vasi fittili del IV sec. a.C.

Alicudi splendida nei suoi colori così contrastanti è un approdo sicuro e ineguagliabile per chi non vuole addensarsi in zone trafficate dal turismo di massa. E' l'isola ideale per chi ama passeggiare o arrampicarsi sui pendii tra fichi d'India e piante di cappero. Tipici dell'antico vulcano sono i "rifriscatura" soffioni di aria fresca che servivano agli abitanti per conservare gli alimenti. L'insediamento umano più antico è quello in località Montagna, notevoli gli sforzi che nei secoli indussero gli abitanti a rendere più ospitale l'isola con terrazzamenti che permettevano di votarsi all'agricoltura.

L'isola è pescosissima e turisticamente visitata da chi ama scoprire le meraviglie subacquee. Inoltre, la costa offre angoli con piccole spiagge, grotte e archi naturali. Si ammirano pendici terrazzate coperte da cespugli e fichi d'India, alte coste con stratificazioni di rocce nere e rosse, anguste forre, valloni confluenti e un susseguirsi di solenni precipizi che conferiscono al paesaggio un'impronta di maestosità inobliabile.

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